Autore: Yanata Botticella, 21 anni

Se dovessi sentirmi una poetessa lirica immaginerei in questo momento di accompagnare questi miei pensieri col dolce suono dell’antica lira.

C’è chi parla di complotti politici, chi di antiche profezie, chi si mette la religione come se si trattasse di una piaga, chi con raziocinio ne osserva solo il lato sanitario medico e chi non fa altro che sottolineare l’aspetto economico… fatto sta che io, responsabilmente, resto a casa. Resto a casa, a volte controvoglia annoiandomi, altre con piacere cercando di coltivare attenzioni e momenti familiari che nella routine si “periodi normali” sfuggono un po’ dal nostro “tempo”. Be’ ora di tempo ne ho tanto, a volte sembra addirittura troppo. Ho perfezionato la cucina, le faccende domestiche, lo studio, la lettura… ma benché prima non fossi comunque un iperattiva alla ricerca della vita mondana ora la cosa che mi manca di più probabilmente è almeno sapere di avere quella possibilità, che se volessi coglierla, potrei. Sembra banale, ma non lo è. È un po’ come dire ad un bimbo: non toccare quel soprammobile perché se no si rompe”…lui, forse, non lo avrebbe mai toccato pur sapendolo lì, ma una volta detto non pensa ad altro… deve farlo! È proprio questo il punto, è proprio qui che entra in campo la responsabilità. Non è una morale questa, non è falso buonismo, è semplicemente la voglia di ritornare ad essere quelli che eravamo fino a poco tempo fa.

Non è proprio piacevole scendere a fare la spesa, con l’autocertificazione, incrociare la tua vicina che ti saluta con un cenno allontanandosi. Io sono sempre positiva, (anche se in questo periodo perfino l’utilizzo di questo termine potrebbe causare ambiguità) perché voglio pensare che ne usciremo ancora più forti di prima e magari con qualche valore in più. Mi auguro di non vedere più una bella famiglia seduta in un ristorante che per tutta la sera non si guarda nemmeno in faccia, ma è concentrata a guardare quello che fanno gli altri sul telefonino. È proprio questo un altro punto, impariamo Ada apprezzare quello che abbiamo, invece di desiderare quello che non possiamo avere, perché purtroppo, data la nostra superficialità, ci manca solo quando lo perdiamo. Quindi non aspettiamo quel momento, abbracciamo i nostri affetti, parliamoci, confrontiamoci, perché il tempo passa veloce e se non gli sappiamo stare dietro, per strada qualcosa rischiamo di perderla

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